Categoria: | Percorsi di "Teca" |
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Il cinema di Domenico Paolella
15,00 €
A cura di Alfonso Marrese.
Categoria: | Percorsi di "Teca" |
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A cura di Lorenzo Mattei.
La Puglia ha rivestito un ruolo cospicuo e continuativo nella storia del melodramma grazie ad una serie di operisti – artisti o artigiani, celebri o misconosciuti – che questo libro intende valorizzare attraverso sintesi critiche e bibliografie aggiornate. Operisti di Puglia si propone infatti come uno strumento di consultazione, un libro destinato a generare altri libri, confezionato per la riscoperta di un prezioso patrimonio identitario troppo spesso ignorato.
Non c’era nessuna signora a quel tavolo (DVD) è il racconto di una vita al cinema e per il cinema. È la storia di Cecilia Mangini documentarista, fotografa, intellettuale che ha raccontato con i suoi film trent’anni di storia del nostro paese. Nel documentario di Barletti e Conte, riprendono vita le immagini di un’Italia solo apparentemente lontana nel tempo: quella del nascente boom economico, con le sue lacerazioni, i suoi drammi e la sua vitalità. Un pezzo di storia del nostro paese visto attraverso l’obbiettivo di una delle protagoniste della stagione più ricca del cinema e della cultura italiana.
Italia. Seconda metà degli anni Cinquanta. Non molto tempo è trascorso dalla fine della seconda guerra mondiale eppure le ferite e le distruzioni del conflitto iniziano ad essere un ricordo. Il cambiamento si respira nell’aria. Il benessere sembra finalmente alla portata di tutti e gli spensierati anni del boom economico sono alle porte.
A raccontare, con spirito critico, quella stagione così ricca di avvenimenti, tensioni, cambiamenti, c’è un piccolo gruppo di registi cinematografici che fanno del documentario un vero e proprio strumento di appassionata lotta culturale e sociale. Cecilia Mangini è una di questi. Sempre testarda, orgogliosamente anticonformista, la regista pugliese ha contribuito, nel corso della sua carriera, a costruire al cinema il ritratto di un’Italia diversa da quella dei racconti ufficiali; di un mondo che scompariva, incapace di resistere all’avanzata del progresso, ma che aveva ancora “qualcosa da dire”. Quelle cose che ancora oggi il cinema di Cecilia Mangini, non solo preziosa testimonianza di un mondo ormai lontano nel tempo, dimostra di poter offrire a chi ha a cuore il racconto del presente.
Piazza Umberto I, a Bari, continua ancora oggi a svolgere il suo ruolo di Agorà, di luogo di incontro e di scambio tra le persone, rispondendo alle esigenze di una società in continua evoluzione. E’ in particolare, dagli anni ’60 fino all’inizio degli anni ’80, che Piazza Umberto ha rappresentato un simbolo forte caratterizzato da giovani e adolescenti alla ricerca di un luogo in cui potersi incontrare al riparo da occhi “adulti”, un luogo dove fosse predominante la nascente cultura giovanile sino ad allora totalmente ignorata.
«Nicola Sacco, 36 anni, calzolaio, da Torremaggiore, e Bartolomeo Vanzetti, 39 anni, pescivendolo, da Villafalletto, furono bruciati sulla sedia elettrica della prigione di Charlestown il 23 agosto 1927. Erano anarchici. Elliott, il boia, abbassò due volte la leva. Aveva il mandato dello Stato. Li uccise.»
Questa volta la vicenda di Sacco e Vanzetti emerge dall’esame dell’America a dir poco xenofoba degli anni Venti, che fa il paio con l’arretratezza culturale e psicologica delle terre di origine dei due martiri italiani: la Capitanata, provincia di Foggia; la “provincia granda”, il Cuneese. L’autore, attento soprattutto ai fenomeni culturali dei luoghi in questione, pone in risalto il pericolo dell’errore giudiziario, doloso, come nel caso Sacco Vanzetti, allorché le libertà, insidiate da presso dal potere giudiziario soverchiante il potere esecutivo, non consentono più di distinguere dove finisce una democrazia rappresentativa e inizia una democrazia repressiva. Completano il volume immagini e documenti inediti.
Nella ricorrenza del novantesimo anno, riproponiamo una appassionata ricostruzione dell’efferato evento, realizzata da Salvatore Ciccone nel 1982 e integrata da ulteriore ricerca in postfazione effettuata, oggi, dallo storico Vito Antonio Leuzzi. Vogliamo, con questo, ricordare il grave “errore” della giustizia statunitense e tenere vivo il ricordo di un grande giornalista, mai dimenticato amico, Salvatore Ciccone.
“Chiuso nella sua casa, in cima ad una ripidissima scala di almeno trenta scalini, Enzo riesce, anche se con fatica, a piegare il mondo a sé e a non farsi piegare da esso”: così si esprime il regista Angelo Amoroso D’Aragona su Enzo Del Re, cantastorie pugliese di eccezionale forza evocativa, di grande capacità innovativa sul piano della produzione musicale e dell’uso di strumenti poveri. Una icona della musica pugliese poco nota, ma travolgente se la si conosce. Su incarico e impulso di Teca del Mediterraneo, in questo documentario Amoroso D’Aragona è riuscito a ripercorrere la figura umana e artistica di Enzo del Re producendo un referto documentario che è il primo in assoluto così completo e penetrante.
Ufficiale della Regia Marina e regista di grande talento, Francesco De Robertis è stato un autore tanto singolare quanto fondamentale nella storia del cinema italiano: dotato di un formidabile talento nel pensare per immagini, ha travalicato facilmente la matrice documentaristica da cui si sviluppava la sua esperienza, evitando ogni retorica propagandistica. Il suo cinema è nato sullo sfondo degli eventi bellici, per poi proiettarsi sullo scenario del dopoguerra, precorrendo e ispirando il movimento neorealista, dando forma a una poetica immediata e rigorosa, fatta di valori semplici, ma anche di uno spirito sottilmente critico. Film come Uomini sul fondo, Alfa Tau!, La nave bianca, La vita semplice, Uomini e cieli, Fantasmi del mare, Uomini ombra, La donna che venne dal mare raccontano un universo prevalentemente marinaro, profondamente umano e visivamente sorprendente. In questo volume si ricostruisce la sua storia, ripercorrendone la carriera artistica con l’obiettivo di fare emergere le peculiarità di un autore distante da qualsiasi effettivo coinvolgimento ideologico con il fascismo e spesso incompreso nella portata innovativa della sua opera.
Questo volume sull’opera del regista Emidio Greco (Leporano, 1938 – Roma, 2012) fa parte della sezione di studi storico-critici sul cinema compresi nella collana Percorsi di “Teca”, patrocinata dalla Biblioteca del Consiglio Regionale della Puglia. La sezione si propone di analizzare l’attività dei cineasti pugliesi sul cui lavoro ci sono poche testimonianze.
Gemma Lanzo, laureata alla University of East London in Visual Theories: Film History, dopo un Master in Multimedia: Production, Cultures and Theories lavora nel campo dei media nella città di Londra. Nel 2009 fonda Gemma Lanzo Editore e crea “Moviement – pubblicazione di cultura cinematografica” di cui è anche condirettore editoriale. È membro del Consiglio Nazionale del SNCCI, membro FIPRESCI ed è iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Puglia. Ha contribuito a vari volumi collettanei sul cinema e collabora con alcune testate giornalistiche nazionali. È inoltre, tra i soci fondatori della società MAS – Modern Apulian Style che opera nell’ambito dell’architettura e del design ecosostenibile sul territorio pugliese.
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