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10 prove manoscritte per la LICENZA DI SOLFEGGIO
8,00 €
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Pour compléter une réflexion sur les problèmes de la communication et de l’expression, il manquait au rendez-vous un petit ouvrage sur la traduction, relativement singulier, car il prétend répondre à une des idées fondamentales de la pensée de Chomsky: “Une langue ne se définit pas par un inventaire phénoménologique des énoncés produits (performance), mais par la possibilité qu’elle donne à celui qui la “connaît” d’engendrer un nombre infini d’énoncés (compétence)”. Ainsi ce livre présente non seulement une synthèse des connaissances grammaticales et lexicales mais aussi une approche socio-historique grâce aux nombreux morceaux choisis appartenant à des genres et à des courants différents. Ces textes doivent permettre un apprentissage raisonné et progressif grâce à leurs intérêts culturels et leur imagination créative.
“Spesso penso in dialetto” mi confessò una sera d’estate mentre fantastiscavamo sulla possibilità di tradurre in dialetto barese i grandi poeti della letteratura.
L’entusiasmo di un bambino alle prese con un nuovo importante gioco. Coinvolgente e bellissimo. Senza riserve ma anzi con la voglia e la coscienza di poter offrire un contributo non tanto e non solo per un auspicabile, possibile, sistemazione del dialetto barese, quanto per la rinascita della lingua “madre”, l’amata lingua delle radici […]
Le lezioni si articolano in tre parti. Nella prima vengono presentati, in forma elementare e per spazi finiti, tutti i concetti rilevanti della probabilità, mostrando con vari esempi in che modo si costruiscono modelli probabilistici dei fenomeni reali. Uno degli scopi non secondari di questa prima esposizione è quello di mettere in evidenza la necessità di una costruzione probabilistica rigorosa in spazi, in genere, non finiti: tale costruzione viene poi realizzata nella seconda parte. È stata anche preoccupazione costante dell'autore in questa sezione quella di indicare le connessioni degli argomenti esposti con altri settori della matematica e della fisica: Teoria della misura, Analisi funzionale, Statistica, Teoria dei processi stocastici, Meccanica statistica. L'esposizione della potenza e della flessibilità degli strumenti probabilistici è stata infatti ritenuta essenziale per accendere l'interesse degli studenti. I collegamenti sono stati anche corredati, ovunque possibile, con un certo numero di opportuni riferimenti bibliografici. La terza parte costituisce un primo saggio di applicazione delle tecniche e delle idee esposte alle successioni di variabili aleatorie con l'intenzione di alludere alla dinamica dei fenomeni aleatori e alla teoria dei processi stocastici pur rimanendo, a causa delle dimensioni limitate di un corso, nel dominio dei tempi discreti. Non si è trascurato, infine, di accennare alle vicende biografiche degli studiosi i cui nomi sono rimasti associati a idee, teoremi o modelli probabilistici con il doppio scopo di inquadrare cronologicamente lo sviluppo del Calcolo delle Probabilità e di mostrare come spesso le costruzioni intellettuali più ardite ed i loro autori non fossero estranei alla vita culturale e politica che si svolgeva attorno a loro.
Un rimando a Ghirri, una neonata già sveglia, il borgo ancora vuoto, la brezza marina, agosto, il sole che scalda, il silenzio, l’alba che colora.
C’è la Savelletri delle voci del mondo e quella del silenzio, che il fotografo/rabdomante può catturare, inseguendo i segni delle molteplici presenze umane, lasciandosi guidare dalla luce. E sì, perché, al di là di tutto, Savelletri, prima di essere storia, è innanzitutto luce. Luce e voce di mare.
Elogio del giardino mediterraneo. Franco Botta e Marina Comei sono due docenti universitari che non si sono voluti arrendere all’offuscamento dei sensi che la vita in città comporta e il loro interrogarsi sul ruolo dei giardini non va inteso come una resa all’utilitarismo, ma come una proposta per difendere uno spazio e una modalità del vivere che è andata persa. I due autori, anche sui giardini, hanno sensibilità diverse che dipendono pure dal fatto che il primo è un economista e la seconda una storica. Nell’ottica di lunga durata propria degli storici, la brevità delle fioriture e le altre cose che accadono in un giardino sono attutite dalla consapevolezza che altre ne verranno insieme all’infinito ripetersi delle stagioni; nell’ottica di breve periodo degli economisti, si vive tutto in modo più drammatico, a cominciare naturalmente dal fatto che la rosa che è appena fiorita sta già cominciando a sfiorire e che la luna piena che illumina il cielo e il giardino sta già declinando.
“Di una pittura non-rappresentazionale, dell’irrappresentabile, non si dà rappresentazione, ma può ben esserci esposizione, perché già inevitabilmente esposta, impossibilitata a sottrarsi, in un coinvolgimento di cui dà mostra nel suo tendere alla raffigurazione. La raffigurazione dà la possibilità all’artista di rendere un testo il cui tessuto non sia la registrazione della realtà (mera trascrizione). Solo così l’artista di questa tessitura avrà modo d’inoltrarsi verso la scrittura, una scrittura sdoppiata e demoltiplicata; una scrittura contro gli assalti dell’imbavagliamento, contro i dettati, i testi prescritti, le parole e le immagini imposte e impastate.
La pittura si fa scrittura – eseguita orchestrando, nell’alternanza strumentale – tacere e ascolto, otografia e visione, de-scrittura e ri-scrittura. Con dissonanze incise e talvolta abbozzate conduce ben presto il supporto alla rovina, crea la raffigurazione, una specie di contro-immagine, di controidola, incessante e indefinita protesta contro le leggi della rappresentazione”.
Ventisette straordinarie foto a colori, frutto di una intensa e prolungata frequentazione di un paese, l’Iran, di cui l’autore è profondo conoscitore e raffinato interprete, catturano l’attenzione visiva, per gli spazi senza confini che esse riescono ad offrire, e l’attenzione mentale, che permette di accedere a luoghi di cultura diversi. Attraverso queste fotografie si può cogliere la rispondenza che esiste trai sud del mondo: gli stessi sentieri, gli stessi muri a secco, la stessa gente dalle straordinarie somiglianze nel colore dei volti, in alcuni atteggiamenti o posture.
Accompagnano le immagini otto poesie del poeta iraniano Sohrâb Sepehri.
Riccardo Zipoli insegna lingua e letteratura persiana all’Università Ca’ Foscari di Venezia.
Nel libro XVI della Geografia Strabone ha descritto la costa del mar Rosso pertinente all’Egitto e all’Etiopia fino alla regione produttrice del cinnamomo, abitata dai Trogloditi e da altre popolazioni.
Nel libro XVII si propone innanzitutto di completare la trattazione relativa a questi due paesi, passandone in rassegna le rispettive parti attraversate dal Nilo, e poi di procedere alla descrizione della Libia, con la quale la sua fatica si concluderà…
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